Analisi e sicurezza
Assicurare il massimo grado di sicurezza del sangue e dei suoi derivati è un compito centrale del Servizio trasfusionale CRS: la salute del ricevente ma anche quella del donatore non devono affatto essere messe a repentaglio.
Per quanto la sicurezza assoluta sia ancora oggi impossibile da garantire, il rischio di contrarre una malattia pericolosa attraverso la trasfusione di sangue è estremamente ridotto
Sicurezza per il donatore
La maggior parte delle persone sopporta senza problemi la donazione di sangue. Solo in rari casi dobbiamo sconsigliarla, nell’interesse della salute del donatore. Il questionario medico e foglio informativo consentono di determinare qual è lo stato di salute del donatore.
Altrettanto importante è il colloquio preliminare con il personale specializzato del Centro trasfusionale, durante il quale verranno anche controllati la pressione arteriosa, il polso e il tasso di emoglobina.
Anche il prelievo viene effettuato da personale specializzato. Si utilizza solo materiale monouso sterile: durante la donazione nessuno può contrarre una malattia pericolosa.
Dettagli
L’analisi di una piccola quantità di sangue prelevata prima della donazione consente, insieme alla misurazione della pressione e del polso, di ottenere indicazioni attendibili sullo stato di salute della persona che desidera donare sangue. Se i valori non rientrano nella norma prevista, si sconsiglia la donazione.
Eventualità di effetti collaterali nel ricevente:In casi sporadici, nel paziente trasfuso possono manifestarsi effetti collaterali come shock, brividi, febbre o vomito.
In questa evenienza, il donatore viene convocato dal Servizio trasfusionale per sottoporsi a test aggiuntivi. Le reazioni del ricevente potrebbero, infatti, indicare la presenza di una patologia nel donatore.
Sono possibili malattie di origine batterica, parassitaria o virale. Può succedere, per esempio, che nel sangue del donatore siano presenti i parassiti responsabili della malaria ai quali però può essere assolutamente immune. Oppure il donatore può presentare malattie batteriche del tutto asintomatiche, alle quali reagisce invece il ricevente poiché il sistema immunitario di quest’ultimo, in genere, è già indebolito.
Sicurezza per il ricevente
Attraverso la trasfusione di sangue si possono trasmettere malattie pericolose come l’AIDS o l’epatite. Per questo motivo, ogni donatore deve essere consapevole della sua enorme responsabilità nei confronti di chi riceverà il suo sangue.
Prima della donazione è quindi indispensabile compiere indagini meticolose e sistematiche. Per questo è essenziale anche che il donatore sia dotato di senso di responsabilità e risponda con sincerità a tutte le domande.
Una risposta inesatta da parte del donatore al momento della valutazione della sua idoneità alla donazione può avere conseguenze gravissime per il ricevente. Chiunque fornisca consapevolmente informazioni inesatte deve essere escluso dalla donazione in modo definitivo, avendo compromesso un rapporto basato sulla fiducia.
Il cosiddetto "periodo di finestra diagnostica"
È vero che la sicurezza assoluta per una persona che riceve una donazione di sangue non esiste: all'inizio di ogni malattia vi è quella che viene chiamata "finestra diagnostica", vale a dire il lasso di tempo che intercorre tra il momento del contagio e quello in cui gli agenti patogeni o gli anticorpi possono essere evidenziati con gli esami di laboratorio.
Per quanto riguarda l'epatite C, nel 1999 la finestra diagnostica è stata ridotta da 70 a 20-30 giorni circa. Tale progresso ha potuto essere realizzato grazie all'introduzione di una nuova analisi denominata PCR(Polymerase-Chain-Reaction), che rileva la presenza nel sangue del DNA virale.
Dal 1º marzo del 2002 con l'introduzione sistematica di un test basato sulla metodica PCR si può evidenziare il virus stesso dell'AIDS. La finestra diagnostica ha potuto essere ridotta così a ca 12 giorni.
Secondo gli esperti il rischio teorico residuo di essere contagiati da una di tali malattie in seguito ad una trasfusione è di uno su da uno fino a due milioni donazione. Basti pensare che tale rischio è notevolmente inferiore al rischio di essere colpiti da un fulmine.
Il questionario medico e foglio informativo
Apponendo la propria firma, il donatore attesta la volontà di donare il proprio sangue. Anche se molti lo considerano un'inutile seccatura, è indispensabile compilare il questionario prima di ogni donazione. Il questionario medico permette di valutare lo stato di salute attuale del donatore e di stabilirne l'idoneità alla donazione. Esso fornisce inoltre informazioni su eventuali malattie o operazioni imminenti. Tali precauzioni hanno lo scopo di tutelare sia il donatore che il ricevente. Rispondendo alle domande in modo coscienzioso, il donatore contribuisce a garantire la massima sicurezza dei prodotti sanguigni. Tutte le informazioni sono ovviamente trattate con la massima discrezione.
È importante leggere con attenzione il foglio informativo relativo alla procedura della donazione di sangue e alle malattie infettive trasmissibili per via sanguigna. Il personale specializzato risponde con piacere ad eventuali domande.
Download
Download
- questionario medico (pdf, 1.21 MB) e
- foglio informativo (pdf, 710 KB)
Importante: Questo è un modello; non utilizzare per la donazione.
Il principio a tre pilastri della sicurezza
La sicurezza della donazione di sangue si fonda su tre pilastri:
1. La filosofia della donazione
2. Le domande rivolte ai donatori
3. Le analisi effettuate dopo la donazione
1. La filosofia della donazione:
un atto volontario e non remunerato
Numerose indagini hanno dimostrato che la mancanza di motivazione pecuniaria rappresenta un fattore di maggiore sicurezza. A ciò si aggiunge il carattere volontario della donazione, l'accurata selezione dei donatori e la regolarità con la quale questi donano il sangue nel corso di anni e addirittura decenni. Il fatto che le donazioni di sangue non siano remunerate non dipende da esigenze di risparmio da parte del Servizio trasfusione del sangue: si tratta piuttosto di una regola stabilita per tutelare sia il donatore che il ricevente.
2. Le domande rivolte ai donatori
Il personale specializzato del Centro trasfusionale ha il compito di valutare, per mezzo del questionario e delle domande complementari poste durante il colloquio, se la donazione di sangue rappresenti un rischio per il donatore o per il ricevente. È per questo che il questionario contiene domande relative a eventuali malattie, a operazioni previste, ecc.
Ecco due esempi per illustrare fino a che punto tali informazioni siano indispensabili:
- Un infarto, anche se occorso diversi anni prima, può provocare complicazioni al momento della donazione di sangue.
- Una malaria contratta durante un soggiorno ai tropici può restare non diagnosticata per mesi - ma il sangue del donatore può trasmettere la malattia al ricevente.
3. Approfondite analisi di laboratorio
Al momento della donazione, ogni prelievo di sangue intero riceve un numero di identificazione che viene incollato sulla sacca. Un campione di sangue viene raccolto in provette che recano lo stesso numero. Il sangue contenuto in tali provette è sottoposto a numerose analisi di laboratorio, tra cui:
- determinazione del gruppo sanguigno AB0 e del fattore Rhesus D
- ricerca di anticorpi antieritrocitari
- sierodiagnosi per epatite B
- sierodiagnosi per epatite Csierodiagnosi per HIV
- sierodiagnosi per sifilide
In caso di risultato positivo ad uno di tali test il sangue non viene utilizzato a scopo trasfusionale e viene distrutto.






