FAQ
Nel caso in cui non le fosse possibile trovare risposta al suo quesito, non esiti a prendere contatto con noi.
L’organizzazione del Servizio trasfusionale
Perché la donazione di sangue non è remunerata?
Il fatto che la donazione non sia retribuita non dipende da esigenze di risparmio da parte del Servizio di trasfusione, ma da motivi etici e di sicurezza. Il sangue non deve diventare un prodotto commerciale. Se una donazione di sangue comportasse un guadagno finanziario, si rischierebbe di incoraggiare delle persone a donare il loro sangue a scopo di lucro. Numerosi studi hanno peraltro dimostrato che la donazione volontaria e non rimunerata rappresenta un importante fattore di sicurezza.
Come la maggioranza delle organizzazioni internazionali - tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) - tutti i Servizi trasfusionali della Croce Rossa applicano in tutto il mondo rigorosi principi etici, come quello della donazione gratuita. Peraltro, è essenziale che qualsiasi paziente, a prescindere dalla sua situazione economica, possa ricevere prodotti sanguigni in caso di necessità.
Viene fornito del sangue all'estero?
In caso di necessità, componenti sanguigne di riserva non utilizzate dagli ospedali - e quindi eccedentarie - possono essere trasfuse a pazienti all'estero. Conformemente alle sue direttive e ai principi della Croce Rossa internazionale, il Servizio trasfusione di sangue CRS mette a disposizione di altri paesi, su richiesta, dei concentrati di eritrociti provenienti dalle proprie riserve d'emergenza.
Perché la Grecia?
In Grecia una percentuale piuttosto alta di popolazione è colpita dalla malattia ematica talassemia; molti sono bambini. Questa malattia impedisce al corpo di produrre regolarmente eritrociti propri e funzionanti (globuli rossi). Questi pazienti hanno quindi regolarmente bisogno di concentrati di eritrociti, per cui la Grecia ne ha una costante carenza.
Ha contribuito a scegliere la Grecia come paese destinatario anche il fatto che i pazienti talassemici hanno bisogno di eritrociti per tutta la vita; che li ricevano oggi o con un certo ritardo, ha un ruolo secondario. Se deve quindi essere spostata una consegna in Grecia, per i destinatari locali non ci sono conseguenze particolarmente negative.
La fornitura di eritrociti in Grecia viene effettuata a prezzo di costo. Per motivi logistico-organizzativi, questo programma ausiliario – per conto del Servizio trasfusione di sangue CRS – viene espletato esclusivamente attraverso il servizio trasfusionale regionale di Berna.
Ê vero che il sangue viene venduto all'industria farmaceutica?
La risposta a questa domanda è affermativa solo per quanto riguarda una certa quantità di plasma sanguigno che non può essere preparata dai nostri servizi quando le capacità sono sature. Il sangue prelevato è costituito in parti uguali da cellule e da plasma ; in un primo tempo si procede a una separazione di queste due componenti. I concentrati di cellule e il plasma fresco congelato vengono poi forniti agli ospedali. Solo la parte eccedentaria di plasma servirà alla fabbricazione di prodotti specifici che richiedono complesse procedure. Alle imprese farmaceutiche viene ceduta solo una parte del plasma e dei prodotti intermedi che non possono essere elaborati dal Servizio trasfusione di sangue CRS per mancanza di mezzi tecnici o di personale.
Dove posso trovare maggiori informazioni?
Per le donatrici ed i donatori la cosa migliore è informarsi direttamente presso il loro Servizio trasfusionale regionale. L’indirizzo del Servizio trasfusionale regionale competente è riportato anche sulla tessera di donatore.
Per domande di carattere generale e consigli potete utilizzare anche il nostro Modulo per i contatti.
Potete esprimervi su questo argomento nel nostroLibro degli hospiti. Vi preghiamo tuttavia di tenere conto del fatto che in questo Libro degli hospiti non possiamo, per motivi di riservatezza dei dati, fornire risposte concrete riferite a singole persone.Per ulteriori informazioni generali sulla vCJD consigliamo di consultare i siti web dell’Ufficio federale della Sanità Pubblica, dell'Ufficio Federale di Veterinaria e dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic.
Dove e quando posso donare sangue?
Vicino a casa sua e quando vuole ! Il Servizio trasfusione di sangue CRS raggruppa una sessantina di Centri trasfusionali ripartiti in tutta la Svizzera. Inoltre delle équipe mobili svolgono periodicamente campagne di raccolta del sangue in numerose località, in collaborazione con le sezioni locali dei samaritani.
Il Servizio trasfusione di sangue realizza guadagni importanti?
In quanto organizzazione di pubblica utilità, il Servizio trasfusione di sangue CRS opera secondo il principio della copertura dei costi. Ciò significa che solo le spese effettive originate dalla preparazione dei prodotti sanguigni vengono addebitate agli ospedali. Tali spese sono legate al prelievo di sangue, alla preparazione, alle analisi di laboratorio, al trasporto, alla ricerca e allo sviluppo, al personale e al materiale. Essendo un'istituzione senza scopo di lucro, il Servizio trasfusione di sangue CRS non realizza alcun guadagno.
Quali sono i principi etici applicati dal Servizio trasfusione di sangue?
L'anonimato del donatore:
solo il Centro trasfusionale conosce l'identità del donatore e i risultati delle analisi mediche. Il donatore non sa chi riceverà il suo sangue e il ricevente non conoscerà mai il donatore del sangue che gli viene trasfuso.
La gratuità della donazione:
La donazione di sangue non è rimunerata. Non si tratta di una decisione dettata da esigenze di risparmio da parte del Servizio trasfusione del sangue, bensì di un principio raccomandato, per i motivi sopra menzionati, dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dall' Associazione internazionale di trasfusione sanguigna (AITS) e dal Consiglio d'Europa.
Il volontariato:
La donazione di sangue è un atto volontario compiuto senza costrizione alcuna.
La struttura del Servizio trasfusionale
Ê vero che il sangue viene venduto all'industria farmaceutica?
La risposta a questa domanda è affermativa solo per quanto riguarda una certa quantità di plasma sanguigno che non può essere preparata dai nostri servizi quando le capacità sono sature. Il sangue prelevato è costituito in parti uguali da cellule e da plasma ; in un primo tempo si procede a una separazione di queste due componenti. I concentrati di cellule e il plasma fresco congelato vengono poi forniti agli ospedali. Solo la parte eccedentaria di plasma servirà alla fabbricazione di prodotti specifici che richiedono complesse procedure. Alle imprese farmaceutiche viene ceduta solo una parte del plasma e dei prodotti intermedi che non possono essere elaborati dal Servizio trasfusione di sangue CRS per mancanza di mezzi tecnici o di personale.
Dove e quando posso donare sangue?
Vicino a casa sua e quando vuole ! Il Servizio trasfusione di sangue CRS raggruppa una sessantina di Centri trasfusionali ripartiti in tutta la Svizzera. Inoltre delle équipe mobili svolgono periodicamente campagne di raccolta del sangue in numerose località, in collaborazione con le sezioni locali dei samaritani.
Questa società per azioni farà guadagnare denaro?
Assolutamente no. Tutte le organizzazioni del Servizio trasfusione di sangue svizzero, i Servizi trasfusionali regionali e il Servizio trasfusione di sangue nazionale, sono organizzazioni senza scopo di lucro, per lo più fondazioni. Cioè, già la legge impedisce loro di icavare utili dalla propria attività. Ciò non muta nemmeno con il passaggio alla forma legale di società per azioni senza scopo di lucro.I Servizi trasfusione di sangue cedono agli ospedali i propri prodotti sanguigni a costi che coprono solo le spese. I costi di questi prodotti sanguigni, inoltre, non sono fissati da noi, ma dalle autorità federali.
Perché il Servizio trasfusione di sangue è diventato una società per azioni?
Il Servizio è diventato una società per azioni senza scopo di lucro e questa è una precisazione importante. In una società per azioni senza scopo di lucro il controllo, la distribuzione dei compiti e il controllo delle finanze vengono attuati molto meglio di quanto fosse possibile all’interno della precedente struttura dell’associazione.
Perché una "gestione nazionale dell’approvvigionamento del sangue"?
Per quanto riguarda l’approvvigionamento si provvede ora a pianificare la quantità necessaria di sangue a livello nazionale (comprese le informazioni sul luogo e sul gruppo sanguigno). Quando una regione ha scorte eccessive o carenti di un prodotto sanguigno, l’interscambio con un’altra regione diventa molto più semplice.
Il dono di sangue
Chi riceve il mio sangue?
Sono i pazienti ricoverati nei reparti di chirurgia degli ospedali a ricevere la maggior parte dei prodotti sanguigni. Seguono i malati affetti da disturbi gastrointestinali e i pazienti oncologici.
Il grande fabbisogno di sangue e di prodotti sanguigni è da ascrivere in primo luogo ai progressi della medicina. Infatti numerose operazioni, trapianti di organi e trattamenti di tumori maligni sono divenuti possibili solo grazie alla medicina trasfusionale moderna.
Perché la donazione di sangue non è remunerata?
Il fatto che la donazione non sia retribuita non dipende da esigenze di risparmio da parte del Servizio di trasfusione, ma da motivi etici e di sicurezza. Il sangue non deve diventare un prodotto commerciale. Se una donazione di sangue comportasse un guadagno finanziario, si rischierebbe di incoraggiare delle persone a donare il loro sangue a scopo di lucro. Numerosi studi hanno peraltro dimostrato che la donazione volontaria e non rimunerata rappresenta un importante fattore di sicurezza.
Come la maggioranza delle organizzazioni internazionali - tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) - tutti i Servizi trasfusionali della Croce Rossa applicano in tutto il mondo rigorosi principi etici, come quello della donazione gratuita. Peraltro, è essenziale che qualsiasi paziente, a prescindere dalla sua situazione economica, possa ricevere prodotti sanguigni in caso di necessità.
Viene fornito del sangue all'estero?
In caso di necessità, componenti sanguigne di riserva non utilizzate dagli ospedali - e quindi eccedentarie - possono essere trasfuse a pazienti all'estero. Conformemente alle sue direttive e ai principi della Croce Rossa internazionale, il Servizio trasfusione di sangue CRS mette a disposizione di altri paesi, su richiesta, dei concentrati di eritrociti provenienti dalle proprie riserve d'emergenza.
Perché ricorrere a mezzi tanto costosi per trasformare il sangue?
Oggigiorno le trasfusioni di sangue intero sono un'eccezione. Ogni paziente riceve solo le componenti specifiche di cui necessita, a seconda del suo stato clinico o della sua malattia. È quindi possibile curare più persone con i prodotti derivanti da una sola donazione di sangue.
Si producono farmaci a partire da talune componenti del sangue donato?
Il sangue è composto dai globuli rossi, dai globuli bianchi, dalle piastrine e dal plasma. Quando si parla di carenza di sangue ci si riferisce praticamente sempre ad una carenza di concentrati di eritrociti, ossia di globuli rossi. È infatti questa la componente del sangue maggiormente richiesta (per esempio rispetto al plasma sanguigno).
Il plasma ha una caratteristica particolare : può essere frazionato in altri costituenti proteici. Questi ultimi (p.es. albumina, immunoglobulina, fattori coagulanti) possono essere impiegati sotto forma altamente concentrata per il trattamento di affezioni specifiche o per la fabbricazione di vaccini.
Dato che la quantità di plasma donato supera di gran lunga la richiesta di plasma fresco trasfuso ai pazienti, la parte eccedente viene inviata all'industria farmaceutica che fabbrica i concentrati di cui sopra, necessari per il trattamento di taluni pazienti.
Dove posso trovare maggiori informazioni?
Per le donatrici ed i donatori la cosa migliore è informarsi direttamente presso il loro Servizio trasfusionale regionale. L’indirizzo del Servizio trasfusionale regionale competente è riportato anche sulla tessera di donatore.
Per domande di carattere generale e consigli potete utilizzare anche il nostro Modulo per i contatti.
Potete esprimervi su questo argomento nel nostroLibro degli hospiti. Vi preghiamo tuttavia di tenere conto del fatto che in questo Libro degli hospiti non possiamo, per motivi di riservatezza dei dati, fornire risposte concrete riferite a singole persone.Per ulteriori informazioni generali sulla vCJD consigliamo di consultare i siti web dell’Ufficio federale della Sanità Pubblica, dell'Ufficio Federale di Veterinaria e dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic.
E’ possibile contrarre malattie pericolose donando il sangue?
No. Per tutte le donazioni di sangue vengono utilizzati aghi sterili monouso. Chi dona il sangue non corre quindi assolutamente nessun rischio di contrarre malattie pericolose.
Non sarebbe meglio allora rinunciare del tutto alle trasfusioni si sangue?
Il rischio di contrarre malattie pericolose attraverso trasfusioni di sangue è estremamente ridotto. Anche l’attuale misura preventiva non cambia nulla in questa valutazione.
Le trasfusioni di sangue vengono praticate solo nei casi in cui il medico curante le consideri assoluta-mente necessarie per la salute del paziente. Rinunciare ad una trasfusione in tali casi sarebbe quindi molto più rischioso.
A chi posso donare sangue?
Una delle conseguenze dell'esistenza di vari gruppi sanguigni è che il sangue di un donatore non può essere trasfuso a un ricevente qualsiasi : ad ogni ricevente deve essere trasfuso sangue di gruppo identico al suo. Ma, come illustra lo schema riprodotto di seguito, tra donatore e ricevente vigono regole di compatibilità assai complesse:
Ricevente | A | B | AB | 0 |
Donatore 0 | JA | JA | JA | JA |
AB | NEIN | NEIN | JA | NEIN |
B | NEIN | JA | JA | NEIN |
A | JA | NEIN | JA | NEIN |
Il cosiddetto fattore Rh complica ulteriormente questo schema: un ricevente Rh-negativo può essere trasfuso unicamente con il sangue di un donatore Rh-negativo, mentre un ricevente Rh-positivo può essere trasfuso con sangue Rh-positivo o Rh-negativo.
I gruppi sanguigni rari sono più preziosi?
I gruppi sanguigni sono ripartiti come segue
Gruppo sanguino Distribuzione percentuale
A 47%
B 8%
AB 4%
0 41%
La richiesta di concentrati di eritrociti è più o meno identica per tutti i gruppi. In taluni rari casi (p. es. ricambio totale del sangue di un neonato) certi gruppi sono più richiesti. È quindi importante che i donatori dei gruppi rari siano disposti a donare il loro sangue.
Perché non si può donare sangue prima dei 18 anni?
Bisogna avere la maggiore età in quanto, dal profilo giuridico, la donazione di sangue è un intervento medico.
Perché dovrei donare il mio sangue?
Per coprire il fabbisogno giornaliero in Svizzera sono necessarie 1'300 donazioni. E durante certi periodi, per esempio durante le vacanze estive, il numero dei donatori cala drasticamente. Nonostante che, per sicurezza, si costituiscano delle riserve per i periodi critici, si può arrivare a situazioni di carenza. Per evitare ciò cerchiamo di reclutare il maggior numero possibile di donatori periodici.
Vedere anche:
Perché dovrei donare il mio sangue
Le vene possono indurirsi se si dona regolarmente sangue?
No. Con una frequenza annua di tre o quattro prelievi non sussiste alcun rischio di indurimento delle vene.
Quanto tempo necessita l'organismo per sostituire il sangue prelevato?
Rispetto al volume totale di sangue presente nell'organismo la quantità di sangue prelevato è talmente minima che la sua perdita viene rapidamente compensata. I globuli bianchi, particolarmente importanti per combattere gli agenti patogeni, e il liquido sanguigno, chiamato plasma, si ricostituiscono entro 24 ore. I globuli rossi invece si rigenerano in circa tre settimane.
La donazione di sangue influisce sulla pressione sanguigna?
La pressione sanguigna, ossia la tensione arteriosa, si abbassa leggermente dopo una donazione di sangue, ma si riequilibra rapidamente. La donazione di sangue non può quindi fungere da terapia in caso di ipertensione.
Gli sportivi di alto livello possono donare sangue?
In via di massima si raccomanda di rinunciare ad attività sportive di alto livello (compresa l'immersione) per uno o due giorni dopo il prelievo. Per quanto attiene alle altre attività sportive, basta adattarne la durata e l'intensità in funzione delle proprie capacità fisiche, che possono risultare leggermente diminuite. In generale è comunque opportuno concedere un po' di riposo all'organismo prima e dopo la donazione
Ci si può mettere al volante dopo la donazione?
Sì, senza problemi, ovviamente a condizione di sentirsi bene. Dopo il prelievo, basta riposarsi per qualche minuto prima di rimettersi al volante.
450 ml di sangue, non è troppo?
Un adulto dispone di quattro-sei litri di sangue, a seconda del peso. Un prelievo di 450 ml non presenta quindi alcun inconveniente per una persona il cui peso corporeo non sia inferiore a 50 chili.
La sacca di sangue contiene peraltro un quantitativo di anticoagulante accuratamente calcolato, in modo da evitare la formazione di coaguli nel sangue prelevato.La quantità prelevata deve quindi imperativamente essere compresa tra 400 e 500 ml affinché sia rispettato il rapporto tra sangue intero e anticoagulante.
Quanto dura una donazione di sangue?
La donazione vera e propria dura solo dieci minuti circa. Considerati i preparativi e il tempo di riposo, bisogna calcolare circa 45 minuti.
Vedere anche: Come si svolge la donazione
Fa male donare sangue?
No. Donare sangue è una cosa totalmente diversa rispetto a ciò che molti si immaginano. Quando si dona il proprio sangue la parte più dolorosa (se è lecito parlare di dolore) è la lieve punzione che viene fatta sul dito. La goccia di sangue così prelevata consente di determinare il tasso di emoglobina ; si tratta di una misura importante che permette di accertare l'idoneità alla donazione. L'inserimento dell'ago nella vena e la donazione vera e propria sono invece indolori.
La donazione di sangue comporta un rischio per la salute?
No. La quantità di sangue prelevata è minima rispetto alla quantità totale del sangue circolante, di modo che l'organismo compensa rapidamente la perdita.
Ad ogni prelievo viene sottratta una quantità di sangue pari a 450 ml che determina un calo temporaneo del volume totale di liquido che circola nei vasi sanguigni. Parallelamente la donazione riduce il numero di globuli rossi (eritrociti), responsabili del trasporto dell'ossigeno nell'organismo. Una persona in buona salute sopporta senza problemi questi due fenomeni (riduzione del volume circolante e del numero di globuli rossi), che in genere non causano alcun disagio.
Assumendo abbondanti quantità di liquido dopo la donazione (circa 0,5 - 1 litro, niente alcol) il donatore ripristina il liquido perso e concede all'organismo il tempo necessario per adattarsi alla riduzione del numero di globuli rossi. In un individuo in buona salute, questi si rigenerano in circa tre settimane.
Perché occorre ogni volta compilare un questionario?
Il questionario e le domande complementari poste oralmente dal personale specializzato sono necessari per appurare qual è lo stato di salute del donatore. Queste indagini sono indispensabili, in quanto volte a tutelare tanto la salute del donatore quanto quella del ricevente. Il questionario comprende perciò anche domande relative ad eventuali malattie recenti o ad operazioni imminenti.
Vedere anche: Questionario medico e modulo d’informazione, questionario medico (pdf) e modulo d’informazione (pdf)
Dove e quando posso donare sangue?
Vicino a casa sua e quando vuole ! Il Servizio trasfusione di sangue CRS raggruppa una sessantina di Centri trasfusionali ripartiti in tutta la Svizzera. Inoltre delle équipe mobili svolgono periodicamente campagne di raccolta del sangue in numerose località, in collaborazione con le sezioni locali dei samaritani.
Cosa avviene del sangue que ho donato?
Ogni prelievo di sangue viene innanzitutto sottoposto ad accurate analisi di laboratorio. Dopo avere determinato il gruppo sanguigno e il fattore rhesus, si procede a numerosi accertamenti per individuare la presenza di agenti patogeni o di anticorpi come quelli dell’epatite (epatite B, epatite C, <dfn title="alanina aminotransferasi">ALAT</dfn>), dell’aids (HIV) e della sifilide (TPHA). Per motivi di sicurezza questi metodi di indagine vengono costantemente verificati e adeguati alle nuove esigenze. Il sangue non idoneo alla trasfusione viene distrutto.
Vengo informato sull'esito dell'esame sanguigno?
Da due a sei settimane dopo la donazione – se le analisi risultano negative - ogni nuovo donatore riceve una tessera personale nella quale figura il suo gruppo sanguigno e il fattore rhesus. Se uno dei test di depistaggio dell’epatite B o C o dell’HIV risulta positivo si procede a un test di conferma. Se questo si rivela positivo, i medici del Servizio trasfusionale informano il donatore e lo indirizzano al proprio medico curante o a un’istituzione specializzata.
Il sangue in generale
Chi riceve il mio sangue?
Sono i pazienti ricoverati nei reparti di chirurgia degli ospedali a ricevere la maggior parte dei prodotti sanguigni. Seguono i malati affetti da disturbi gastrointestinali e i pazienti oncologici.
Il grande fabbisogno di sangue e di prodotti sanguigni è da ascrivere in primo luogo ai progressi della medicina. Infatti numerose operazioni, trapianti di organi e trattamenti di tumori maligni sono divenuti possibili solo grazie alla medicina trasfusionale moderna.
Perché la donazione di sangue non è remunerata?
Il fatto che la donazione non sia retribuita non dipende da esigenze di risparmio da parte del Servizio di trasfusione, ma da motivi etici e di sicurezza. Il sangue non deve diventare un prodotto commerciale. Se una donazione di sangue comportasse un guadagno finanziario, si rischierebbe di incoraggiare delle persone a donare il loro sangue a scopo di lucro. Numerosi studi hanno peraltro dimostrato che la donazione volontaria e non rimunerata rappresenta un importante fattore di sicurezza.
Come la maggioranza delle organizzazioni internazionali - tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) - tutti i Servizi trasfusionali della Croce Rossa applicano in tutto il mondo rigorosi principi etici, come quello della donazione gratuita. Peraltro, è essenziale che qualsiasi paziente, a prescindere dalla sua situazione economica, possa ricevere prodotti sanguigni in caso di necessità.
Si producono farmaci a partire da talune componenti del sangue donato?
Il sangue è composto dai globuli rossi, dai globuli bianchi, dalle piastrine e dal plasma. Quando si parla di carenza di sangue ci si riferisce praticamente sempre ad una carenza di concentrati di eritrociti, ossia di globuli rossi. È infatti questa la componente del sangue maggiormente richiesta (per esempio rispetto al plasma sanguigno).
Il plasma ha una caratteristica particolare : può essere frazionato in altri costituenti proteici. Questi ultimi (p.es. albumina, immunoglobulina, fattori coagulanti) possono essere impiegati sotto forma altamente concentrata per il trattamento di affezioni specifiche o per la fabbricazione di vaccini.
Dato che la quantità di plasma donato supera di gran lunga la richiesta di plasma fresco trasfuso ai pazienti, la parte eccedente viene inviata all'industria farmaceutica che fabbrica i concentrati di cui sopra, necessari per il trattamento di taluni pazienti.
fold faq Ê vero che il sangue viene venduto all'industria farmaceutica?
La risposta a questa domanda è affermativa solo per quanto riguarda una certa quantità di plasma sanguigno che non può essere preparata dai nostri servizi quando le capacità sono sature. Il sangue prelevato è costituito in parti uguali da cellule e da plasma ; in un primo tempo si procede a una separazione di queste due componenti. I concentrati di cellule e il plasma fresco congelato vengono poi forniti agli ospedali. Solo la parte eccedentaria di plasma servirà alla fabbricazione di prodotti specifici che richiedono complesse procedure. Alle imprese farmaceutiche viene ceduta solo una parte del plasma e dei prodotti intermedi che non possono essere elaborati dal Servizio trasfusione di sangue CRS per mancanza di mezzi tecnici o di personale.
E il sangue artificiale?
Sviluppare un sostituto del sangue che possa essere fabbricato su vasta scala, a un prezzo vantaggioso e con una durata di conservazione illimitata : ecco una delle più importanti sfide dell'odierna medicina trasfusionale. Ma il sangue è talmente complesso che è inimmaginabile poterlo un giorno fabbricare in modo sintetico.
Da anni la ricerca è impegnata nello studio di componenti come l'emoglobina libera (pigmento dei globuli rossi) ed altri sostituti ematici (p. es. i perfluorocarburi), ma finora con scarso successo. Comunque, i metodi basati sull'ingegneria genetica consentono oggi di sintetizzare alcune componenti sanguigne come il fattore coagulante destinato agli emofiliaci.
Cos'è il fattore Rhesus (Rh)?
Il cosiddetto "fattore Rh" si riferisce ad altre caratteristiche dei gruppi sanguigni. Rhesus (abbreviazione "Rh") designa una specie di scimmia (Macacus Rhesus) : 60 anni or sono, alcuni scienziati evidenziarono nel siero di cavie a cui era stato iniettato sangue di scimmia della specie Macacus Rhesus un nuovo antigene capace di determinare la comparsa di agglutinine specifiche anche nell'85% degli esseri umani. Il termine Rhesus positivo si applica ai soggetti in cui tale antigene è presente, mentre il rimanente 15% è chiamato Rhesus negativo. Questa scoperta ha consentito di affinare ulteriormente la nozione di compatibilità e di incompatibilità sanguigna tra donatore e ricevente.
Il fattore Rhesus riveste particolare importanza per le donne gravide : in caso di incompatibilità sanguigna tra la madre e il feto (per esempio quando la madre è Rh negativa e il bambino Rh positivo), il sistema immunitario materno può produrre anticorpi anti-Rh che rischiano poi di aggredire le cellule sanguigne del figlio.
Quali sono i gruppi sanguigni
Ogni persona appartiene a un determinato gruppo sanguigno, che è ereditario. Il gruppo sanguigno di ogni individuo può essere determinato grazie alle sue caratteristiche biochimiche, presenti sulla superficie dei globuli rossi, nonché ai suoi anticorpi specifici. La medicina trasfusionale è nata un secolo fa in seguito alla scoperta dei gruppi sanguigni denominati AB0.
Il sangue si differenzia in quattro tipi fondamentali: = gruppo 0 (zero), gruppo A, gruppo B e gruppo AB. La seguente tabella indica l'incidenza dei vari gruppi:
Gruppo sanguino Distribuzione percentuale
A 47%
B 8%
AB 4%
0 41%
Quanto sangue circola nel nostro organismo?
Un adulto in buona salute e di peso medio ha un volume sanguigno totale pari all'8 percento circa del suo peso corporeo, ossia 5-6 litri di sangue per una persona di 70 chili. Tale volume varia comunque in funzione dell'età e del sesso ; il volume sanguigno della donna è leggermente inferiore a quello dell'uomo.
I gruppi sanguigni rari sono più preziosi?
I gruppi sanguigni sono ripartiti come segue
Gruppo sanguino Distribuzione percentuale
A 47%
B 8%
AB 4%
0 41%
La richiesta di concentrati di eritrociti è più o meno identica per tutti i gruppi. In taluni rari casi (p. es. ricambio totale del sangue di un neonato) certi gruppi sono più richiesti. È quindi importante che i donatori dei gruppi rari siano disposti a donare il loro sangue.
Per quanto tempo si conserva il sangue?
Le varie cellule ematiche e le componenti del plasma hanno una durata di conservazione diversa:
- I concentrati di piastrine (trombociti) si conservano per un massimo di cinque giorni.
- I globuli rossi (eritrociti) si conservano per un massimo di 49 giorni.
- Il plasma viene congelato e, se conservato costantemente a una temperatura di -30 gradi C, può essere impiegato fino a due anni.
Dall'analisi di questo processo di conservazione particolarmente complesso emerge l'importanza che riveste il frazionamento dei diversi elementi del sangue prelevato.
Cosa avviene del sangue que ho donato?
Ogni prelievo di sangue viene innanzitutto sottoposto ad accurate analisi di laboratorio. Dopo avere determinato il gruppo sanguigno e il fattore rhesus, si procede a numerosi accertamenti per individuare la presenza di agenti patogeni o di anticorpi come quelli dell’epatite (epatite B, epatite C, ALAT), dell’aids (HIV) e della sifilide (TPHA). Per motivi di sicurezza questi metodi di indagine vengono costantemente verificati e adeguati alle nuove esigenze. Il sangue non idoneo alla trasfusione viene distrutto.
Vedere anche: Che cosa capita con il vostro sangue
Sull’esclusione dei donatori
Viene fornito del sangue all'estero?
In caso di necessità, componenti sanguigne di riserva non utilizzate dagli ospedali - e quindi eccedentarie - possono essere trasfuse a pazienti all'estero. Conformemente alle sue direttive e ai principi della Croce Rossa internazionale, il Servizio trasfusione di sangue CRS mette a disposizione di altri paesi, su richiesta, dei concentrati di eritrociti provenienti dalle proprie riserve d'emergenza.
Perché una durata limitata a sei mesi per un soggiorno in Gran Bretagna?
Il Servizio trasfusione di sangue ha deciso di dichiarare non idonei alla donazione di sangue coloro che abbiano trascorso, negli anni dal 1980 al 1996, un periodo superiore a sei mesi nel Regno Unito. A prima vista, questo limite appare arbitrario. Purtroppo le conoscenze sulla BSE e sul suo equivalente umano, la nuova variante della malattia di Creutzfeld-Jakob, sono ancora assai frammentarie. Infatti non si conosce ancora con certezza il modo di propagazione della malattia (dal bovino all'uomo e dall'uomo all'uomo) e si ignora quale sia il tempo di incubazione che intercorre tra l'infezione stessa e la comparsa dei sintomi. Vi sono comunque buoni motivi per credere che la trasmissione dal bovino all'uomo abbia avuto luogo tra il 1980 e il 1996, periodo in cui in Gran Bretagna imperversava la "crisi della mucca pazza".
Di conseguenza, il Servizio trasfusione di sangue ha dovuto fondare la propria decisione sulla probabilità che il pericolo di infezione fosse proporzionale alla durata del soggiorno nel Regno Unito nel periodo sopra menzionato. Il limite di sei mesi era stato stabilito dagli Stati Uniti, in quanto sembrava legato al rischio incorso. In seguito anche altri paesi hanno introdotto tali norme.
Perché sono escluse dalla donazione persone che hanno soggiornato per oltre sei mesi in Gran Bretagna?
Fino al luglio 2009 in Gran Bretagna sono state 168 le persone che hanno contratto la variante della malattia di Creutzfeld-Jakob, l'equivalente umano della BSE ; in Francia si sono registrati 24 casi e in alcuni altri paesi da uno a due casi. Ma queste cifre possono cambiare in qualsiasi momento. Purtroppo, per quanto concerne questa malattia, le domande senza risposta sono ancora tante.
Data la sempre più alta incidenza in Gran Bretagna di persone colpite dalla variante di Creutzfeld-Jakob e il fatto che una trasmissione attraverso il sangue viene considerata possibile, il Servizio trasfusione di sangue CRS ha dovuto adottare questa misura di sicurezza preventiva fin dal 2002, escludendo dalle donazioni di sangue le persone che tra il 1980 et il 1996 hanno trascorso un periodo superiore a sei mesi in Gran Bretagna. Tuttli gli altri paesi europei così come gli Stati Uniti ed il Canada hanno predisposto le stesse misure o misure analoghe.
Tra poco avrei potuto festeggiare un anniversario tondo come donatore, non è ingiusto?
Comprendiamo il disappunto delle donatrici e dei donatori che senza questa nuova regolamentazione avrebbero potuto festeggiare una donazione 'tonda' ed aspettavano con gioia il loro regalo ad esempio per la 50a o la 100a donazione. Vi preghiamo di contattare il vostro Servizio trasfusionale regionale; siamo certi che sarà possibile trovare una soluzione adeguata.
Io ho ricevuto sangue in passato – ma non so più quando?
In futuro tutte le donatrici e tutti i donatori verranno informati presso il loro centro trasfusionale regionale in merito a questo nuovo motivo di esclusione. Parlando con uno specialista si potrà poi stabilire se sussistono effettivamente i presupposti per un’esclusione. Il provvedimento riguarda solo le persone che sanno di avere subito una trasfusione di sangue nel periodo dal 1980.
Cosa si fa con le persone che non sanno con sicurezza se hanno ricevuto sangue?
Vengono escluse dalle donazioni di sangue solo le persone che sanno di avere subito trasfusioni di sangue nel periodo a partire dal 1980.
Le persone che non sono sicure di avere subito una trasfusione di sangue in tale periodo non vengono escluse: ciò sarebbe, a nostro giudizio, eccessivo.
Prima di molte operazioni i pazienti vengono informati che, a seconda dell’andamento dell’operazione stessa, potrebbe rendersi necessaria una trasfusione. Se poi sia stato effettivamente così molti pazienti a distanza di tempo non lo sanno più con esattezza – e a maggior ragione dovendo risalire così indietro nel tempo.
Questa è la nostra attuale valutazione della situazione; ma non siamo ancora in grado di affermare in modo definitivo se poi resterà così anche in futuro.
Come si comportano i centri trasfusionali negli altri Paesi?
In Francia le persone che hanno subito trasfusioni di sangue sono escluse dalle donazioni già dal 1998. In Inghilterra tale esclusione è in vigore dall’aprile 2004, in Irlanda dal maggio 2004.
Altri paesi europei hanno elaborato provvedimenti identici o simili.
In futuro avrete ancora sufficienti donatori?
Lo speriamo e in effetti partiamo da questo presupposto: è vero che esistono sempre periodi critici stagionali (durante le vacanze estive o in inverno quando arriva l’influenza), ma complessivamente la Svizzera è fortunatamente uno dei pochi Paesi a disporre ancora (con variazioni regionali) di un sufficiente numero di donatori.
Qualora i provvedimenti adottati ora dovessero causare delle difficoltà il Servizio Trasfusioni di Sangue CRS dovrà intensificare le sue attività promozionali per acquisire nuovi donatori.
Perché vengono esclusi dei fedeli donatori nonostante ci siano troppo pochi donatori?
In un primo momento sembra effettivamente un controsenso.
Eppure il nostro compito non è solo quello di mettere a disposizione degli ospedali svizzeri quantitativi sufficienti di prodotti sanguigni – il nostro compito è anche quello di garantire la massima sicurezza possibile di tali prodotti. E dato che la sicurezza dei prodotti sanguigni deve avere la precedenza, abbiamo deciso di adottare queste misure.
Inoltre il nostro Paese dispone (con variazioni regionali) fortunatamente di un sufficiente numero di donatori, se si escludono periodi critici stagionali come le vacanze estive o il periodo dell’influenza in inverno
Cosa succede in caso di viaggi nelle zone malariche?
hi effettua viaggi nelle zone malariche non può donare il sangue nei sei mesi successivi al rientro. Un contagio di malaria può infatti rimanere inosservato per mesi dopo il ritorno dai tropici. Ciononostante il sangue del rispettivo donatore trasmetterebbe la malaria al ricevente. Sul sito di safetravel.ch potete informarvi sulle attuali zone malariche.
Virus del Nilo occidentale
Per quanto tempo resterà in vigore questa misura?
Questa misura è in vigore dal giugno 2003. Non possiamo ancora dire per quanto tempo dovrà essere mantenuta poiché ciò dipende dall’evoluzione della situazione in Nord Amercia.
Quante persone ne sono già state contagiate?
Negli anni dal 2004-2008 i casi di malattia (oscillanti tra 3000 e 4000) e i decessi (120-180) sono stati più o meno stabili. Nel 2008 il numero dei casi di malattia (ca. 1300) e di decessi (ca. 37) è sceso drasticamento. Al momento non è ancora possibile stabilire se si tratta di un episodio momentaneo o di una tendenza.
Nel 2009 sono stati accertati alcuni casi di malattia anche in Europa (Italia settentrionale, Romania), ma non è ancora chiaro se si tratta di manifestazioni limitate o se potranno assumere dimensioni più ampie.
Quanto è pericoloso questo virus?
Da un lato sono stati accertati casi mortali, dall'altro la malattia si manifesta nel 70 all’80 per cento dei casi senza sintomi evidenti. In base alle informazioni in nostro possesso, il virus porta ad una malattia grave nello 0,5 per cento dei contagi accertati e alla morte 0,1 per cento dei casi.
Perché proprio per quattro settimane?
Secondo gli esperti la malattia si manifesta entro 2-14 giorni dopo il contagio. Come di consueto abbiamo calcolato un certo periodo di tempo in più, ecco spiegate le 4 settimane.
«BSE» e «vCJD»
Perché una durata limitata a sei mesi per un soggiorno in Gran Bretagna?
Il Servizio trasfusione di sangue ha deciso di dichiarare non idonei alla donazione di sangue coloro che abbiano trascorso, negli anni dal 1980 al 1996, un periodo superiore a sei mesi nel Regno Unito. A prima vista, questo limite appare arbitrario. Purtroppo le conoscenze sulla BSE e sul suo equivalente umano, la nuova variante della malattia di Creutzfeld-Jakob, sono ancora assai frammentarie. Infatti non si conosce ancora con certezza il modo di propagazione della malattia (dal bovino all'uomo e dall'uomo all'uomo) e si ignora quale sia il tempo di incubazione che intercorre tra l'infezione stessa e la comparsa dei sintomi. Vi sono comunque buoni motivi per credere che la trasmissione dal bovino all'uomo abbia avuto luogo tra il 1980 e il 1996, periodo in cui in Gran Bretagna imperversava la "crisi della mucca pazza".
Di conseguenza, il Servizio trasfusione di sangue ha dovuto fondare la propria decisione sulla probabilità che il pericolo di infezione fosse proporzionale alla durata del soggiorno nel Regno Unito nel periodo sopra menzionato. Il limite di sei mesi era stato stabilito dagli Stati Uniti, in quanto sembrava legato al rischio incorso. In seguito anche altri paesi hanno introdotto tali norme.
Perché sono escluse dalla donazione persone che hanno soggiornato per oltre sei mesi in Gran Bretagna?
Fino al luglio 2009 in Gran Bretagna sono state 168 le persone che hanno contratto la variante della malattia di Creutzfeld-Jakob, l'equivalente umano della BSE ; in Francia si sono registrati 24 casi e in alcuni altri paesi da uno a due casi. Ma queste cifre possono cambiare in qualsiasi momento. Purtroppo, per quanto concerne questa malattia, le domande senza risposta sono ancora tante.
Data la sempre più alta incidenza in Gran Bretagna di persone colpite dalla variante di Creutzfeld-Jakob e il fatto che una trasmissione attraverso il sangue viene considerata possibile, il Servizio trasfusione di sangue CRS ha dovuto adottare questa misura di sicurezza preventiva fin dal 2002, escludendo dalle donazioni di sangue le persone che tra il 1980 et il 1996 hanno trascorso un periodo superiore a sei mesi in Gran Bretagna. Tuttli gli altri paesi europei così come gli Stati Uniti ed il Canada hanno predisposto le stesse misure o misure analoghe.
La BSE (o morbo della mucca pazza) è trasmissibile attraverso il sangue?
A tutt'oggi il morbo della mucca pazza continua a sconcertare gli scienziati : non si conosce con sicurezza il modo di propagazione della malattia (dal bovino all'uomo e dall'uomo all'uomo) e si ignora quale sia il tempo di incubazione che intercorre tra l'infezione stessa e la comparsa dei sintomi.
Fino al luglio 2009 in Gran Bretagna sono state 168 le persone che hanno contratto la variante della malattia di Creutzfeld-Jakob, l'equivalente umano della BSE ; in Francia si sono registrati 24 casi e in alcuni altri paesi da uno a due casi. Ma queste cifre possono cambiare in qualsiasi momento. In tutto il mondo gli scienziati lavorano per conoscere meglio questa malattia. Il Servizio trasfusione di sangue CRS pensa che venga un giorno creato un metodo di analisi che consenta di individuare la presenza degli agenti patogeni (i cosid-detti prioni) nel sangue.
Perché è stato scelto proprio il periodo dal 1980?
Ciò dipende dal fatto che è in questo periodo che la problematica della BSE si è manifestata in modo acuto in Inghilterra. E poco dopo la BSE è diventata un problema anche in Svizzera.
Perché vengono esclusi dei fedeli donatori nonostante ci siano troppo pochi donatori?
In un primo momento sembra effettivamente un controsenso.
Eppure il nostro compito non è solo quello di mettere a disposizione degli ospedali svizzeri quantitativi sufficienti di prodotti sanguigni – il nostro compito è anche quello di garantire la massima sicurezza possibile di tali prodotti. E dato che la sicurezza dei prodotti sanguigni deve avere la precedenza, abbiamo deciso di adottare queste misure.
Inoltre il nostro Paese dispone (con variazioni regionali) fortunatamente di un sufficiente numero di donatori, se si escludono periodi critici stagionali come le vacanze estive o il periodo dell’influenza in inverno
Quanto è elevato il rischio che la vCJD sia trasmissibile attraverso il sangue?
Sulla BSE risp. la sua variante umana Creutzfeld-Jakob (vCJD) la scienza e la ricerca sanno purtroppo ancora molto poco. Dal 1995 in Gran Bretagna sono stati osservati 168 casi di vCJD, 24 in Francia e in alcuni altri paesi da uno a due casi. Le ricerche fanno supporre che in tali casi si tratti di una trasmissione dell’agente dai bovini all’uomo che si verifica con molta probabilità attraverso il consumo di carne. In Svizzera non si è verificato fino ad ora alcun caso di vCJD.
Questo significa che le persone che hanno ricevuto sangue almeno una volta sono malate?
Non vi è alcun motivo per cui le persone che hanno ricevuto esse stesse sangue almeno una volta debbano preoccuparsi. Questa decisione non significa che le donatrici ed i donatori ora esclusi sono malati.
Si tratta di una misura di sicurezza puramente preventiva relativa alla possibile trasmissibilità del virus della vCJD attraverso il sangue.
Quante persone ne sono interessate?
I rilevamenti eseguiti fanno pensare ad una quota pari a circa il 5 percento. Rapportato alla Svizzera si tratterebbe quindi di circa 13’000 persone su un totale di 270'000 donatori.
Qual è lo scopo di questo provvedimento?
Per il Servizio trasfusione di sangue CRS la sicurezza dei prodotti sanguigni è di importanza fondamentale. Finché la scienza e la ricerca non disporranno di informazioni sufficienti in merito alla trasmissibilità di patologie come la vCJD, esso deve quindi adottare misure di sicurezza preventive.
Dal dicembre 2003 sono stati accertati in Gran Bretagna 4 casi della variante della malattia di Creutzfeld-Jakob messi in relazione con delle trasfusioni di sangue. Il fatto che esistano casi sospetti concreti ha contribuito a farci prendere nostra decisione. Compito ed intenzione del Servizio trasfusione di sangue CRS è quello di combattere nel modo più efficace possibile l’eventuale diffusione di malattie nell’ambito delle trasfusioni di sangue.
Perché si è reso necessario questo provvedimento?
I servizi trasfusionali di tutto il mondo devono confrontarsi sempre più di frequente con la problematica delle malattie che hanno un periodo di incubazione molto lungo, cioè un periodo di 15 o più anni che intercorre tra il contagio e il manifestarsi della malattia.
Periodi di incubazione così lunghi fanno sì, tra l’altro, che non sia possibile provare in modo convincente in che modo possono essere trasmesse tali malattie.
Al centro delle attuali considerazioni c’è la vCJD (variante della sindrome di Creutzfeld-Jakob), per la quale va considerato un periodo di incubazione di più di 15 anni. Sono inoltre emersi alcuni indizi (tuttavia non ancora confermati) del fatto che potrebbe essere possibile una trasmissione attraverso il sangue.
