Patrik Giger – vigile del fuoco alla «Giornata della buona azione»

13/06/2016

Scheda segnaletica

Nome: Patrik Giger
Età: 44
Professione: product manager
Particolarità: impegno nei vigili del fuoco volontari di Niederglatt
Hobby: famiglia, vigili del fuoco e lavori artigianali

 

SBSC: Per la seconda volta i vigili del fuoco volontari di Niederglatt si impegnano alla «Giornata della buona azione» per promuovere la donazione di cellule staminali del sangue. Lei, signor Giger, è il responsabile di questo impegno. Come si sta preparando?
Patrik Giger: per prima cosa, ho allestito un programma generale. Intendiamo posizionarci nel centro del paese, davanti a un supermercato, per installare il nostro stand informativo e rivolgerci ai passanti. Inoltre, vorrei chiedere la partecipazione dell’associazione dei samaritani. Quando il programma sarà pronto, chiederò le autorizzazioni al Comune e metterò un annuncio pubblicitario nel bollettino locale.

Cosa la motiva a organizzare l’evento?
I potenziali donatori per le persone affette da una malattia ematica letale come la leucemia sono ancora troppo pochi. L’attività di informazione svolge un ruolo estremamente importante. Non c’è niente di più soddisfacente e semplice che salvare la vita di una persona grazie a una donazione di cellule staminali del sangue. Inoltre ho due figli stupendi. Sono fortunato che siano tutti e due sani, e questo, so che non è scontato. Se posso aiutare, lo faccio.

Quali risultati spera di ottenere per la «Giornata della buona azione»?
Ogni singola registrazione seria come donatore di cellule staminali del sangue rappresenta un successo e può essere determinante per la vita di un paziente. Sarei già contento se riuscissi a informare almeno 20 persone e se almeno cinque di queste decidessero di registrarsi. Naturalmente spero anche di avere conversazioni interessanti e di passare un bel momento in compagnia.

Ha suggerimenti da dare ai gruppi che parteciperanno per la prima volta a questa azione?
Sì, ne avrei due. Il primo: è importante che vi prepariate bene per poter dare informazioni in modo competente. Conta la qualità, non la quantità. Lo scopo non è quello di raccogliere il maggior numero possibile di registrazioni, bensì di ottenere registrazioni che siano il più serie possibile. Ogni tipizzazione è complessa e costosa. Quando si trova un donatore compatibile, la persona malata nutre grandi speranze per la sua guarigione. Ecco perché il donatore dovrebbe essere intenzionato a continuare la procedura.

E quale sarebbe il secondo suggerimento?
Molte persone non vogliono che si rivolga loro la parola. Non lo fanno per cattiveria e non bisogna quindi prenderlo personalmente. Non dovete avere paura di fallire. Se riuscite a motivare anche una sola persona a registrarsi, avete già contribuito forse a salvare la vita di un bambino o di un adulto. Ne vale veramente la pena.

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